SAC


Procedura aperta per appalto di servizi di architettura e ingegneria – CUP G17H03000130001 CIG 79099866F0

12 Luglio 2019

RISPOSTA A NOTA OICE

Osservazioni OICE
In relazione al bando in oggetto, anche su segnalazione di alcuni Associati interessati a partecipare, nel più ampio spirito collaborativo, desidero formulare alcune osservazioni in merito alla richiesta dei requisiti di partecipazione.

Mi riferisco al paragrafo 4 del disciplinare di gara in cui, riguardo ai requisiti di Capacità tecniche e professionali, si richiede di “aver svolto, negli ultimi dieci anni, almeno due appalti di servizi di ingegneria e di architettura, relativi a lavori in ambito aeroportuale, di importo ciascuno almeno pari 0,80 volte l’importo stimato dei lavori cui si riferisce la prestazione, calcolato con riguardo ad ognuna delle classi e categorie e riferiti a tipologie di lavori analoghi per dimensione e per caratteristiche tecniche a quelli oggetto dell’affidamento”.

Tale clausola dal momento che richiede specificatamente servizi in ambito aeroportuale, appare restringere enormemente la concorrenza. Va innanzitutto rilevato che la risposta al quesito n.14 prevede che i requisiti debbano essere relativi a lavori in ambito aeroportuale e ciò configura un contrasto con quanto previsto dalla stessa clausola che recita: servizi “ riferiti a tipologie di lavori analoghi per dimensione e per caratteristiche  tecniche a quelli oggetto dell’affidamento”. Sarebbe pertanto opportuno considerare servizi per lavori analoghi e non identici a quelli oggetto di appalto. Va inoltre considerato che la specifica richiesta di servizi in ambito aeroportuale, invece che il riferimento alla nozione più ampia di servizi, potrebbe generare una limitazione della partecipazione alla gara a danno della libera concorrenza e della qualità progettuale. In tal modo infatti verrebbe vietata la partecipazione a concorrenti che seppur qualificati per l’appalto in oggetto non possiedono i suddetti specifici requisiti. Un’ulteriore restrizione della concorrenza e della partecipazione alla gara appare configurabile anche alla luce della risposta al quesito n.23 in cui viene previsto che anche i mandanti devono possedere requisiti in ambito aeroportuale così facendo venire meno il significato proprio dell’istituto del raggruppamento che è quello del soddisfacimento del requisito attraverso la somma dei requisiti dei componenti del raggruppamento.

In secondo luogo, alla risposta al quesito n.8, viene precisato che gli importi richiesti per i requisiti e l’ammontare della polizza assicurativa, devono essere parametrati alle percentuali di partecipazione del raggruppamento. Tale clausola, oltre a configurare un’altra restrizione della partecipazione del raggruppamento. Tale clausola, oltre a configurare un’altra restrizione della partecipazione alla gara, appare in contrasto con la normativa dal momento che richiede il massimale di polizza a tutti i componenti del raggruppamento e nella stessa percentuale di partecipazione al raggruppamento stesso. Va rilevato che la polizza di responsabilità civile professionale ex art.3, co.5 lett.e) del d.l.13 Agosto 2011 n.138 conv. in l.148/2011 deve essere posseduta dal professionista ma il requisito relativo al massimale deve fare riferimento al cumulo dei soggetti del raggruppamento, inteso quale concorrente o aggiudicatario della gara (così come previsto nel disciplinare di gara) e non ai singoli soggetti; pertanto il massimale non può essere inteso in percentuale pro-quota ad ogni singolo componente del raggruppamento.

Alla luce di quanto esposto, Le sarò pertanto grato se vorrà modificare le suddette clausole, conformemente alle vigenti disposizioni, al fine di consentire la più ampia partecipazione alla più ampia partecipazione alla gara ed evitare inutili contenziosi.

Risposta a osservazioni OICE

Egregio Presidente,
in riscontro alle osservazioni formulate da codesta Associazione con nota del 8.07.2019 (Vs. prot. n. 107) si evidenzia quanto segue.

1. Sulla presunta illegittimità dell’art. 4 del disciplinare di gara per violazione del principio di concorrenza in merito alla presunta richiesta di “servizi identici”

L’art. 4 del disciplinare di gara, con riferimento ai requisiti di capacità tecniche e professionali richiede ai partecipanti di:
b) Aver svolto, negli ultimi dieci anni, almeno due appalti di servizi di ingegneria e di architettura, relativi a lavori in ambito aeroportuale, di importo ciascuno almeno pari a 0,80 volte l’importo stimato dei lavori cui si riferisce la prestazione, calcolato con riguardo ad ognuna delle classi e categorie e riferiti a tipologie di lavori analoghi per dimensione e per caratteristiche tecniche a quelli oggetto dell’affidamento.

Asserisce codesta Associazione che tale requisito sia lesivo dei principi di concorrenza (in senso restrittivo) in quanto i due servizi di ingegneria sono limitati a lavori in ambito aeroportuale.

Inoltre, secondo l’Associazione la clausola, così come formulata, sarebbe contraddittoria, in quanto da un lato si prevede che i servizi di ingegneria devono essere attinenti a lavori in ambito aereoportuale e dall’altro la stessa clausola prevede che detti servizi siano “riferiti a tipologie di lavori analoghi per dimensione e per caratteristiche tecniche a quelli oggetto dell’affidamento”.

Dal che, secondo tale Associazione, il bando facendo riferimento a servizi identici, in quanto limitato a lavori in ambito aeroportuale, anziché a servizi analoghi, ossia a servizi estesi anche ad ambiti ulteriori e diversi di quello aereoportuale, potrebbe generare una limitazione alla partecipazione alla gara a danno della libera concorrenza e della qualità progettuale.

In primo luogo, preme osservare che diversamente da quanto indicato da codesta Associazione il bando non richiede di aver svolto due servizi identici.

Il requisito di cui al punto 4 del disciplinare di gara è in linea con quanto previsto dall’ANAC nelle linee guida n. 1, Servizi di ingegneria ed architettura, ed in particolare al punto 2.2.2.1, lett. c):

“all’avvenuto svolgimento negli ultimi dieci anni di due servizi di ingegneria e di architettura, di cui all’art. 3, lett. vvvv) del codice, relativi ai lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, individuate sulla base delle elencazioni contenute nelle vigenti tariffe professionali, per un importo totale non inferiore ad un valore compreso fra 0,40 e 0,80 volte l’importo stimato dei lavori cui si riferisce la prestazione, calcolato con riguardo ad ognuna delle classi e categorie e riferiti a tipologie di lavori analoghi per dimensione e per caratteristiche tecniche a quelli oggetto dell’affidamento”

Il riferimento all’ambito aereoportuale, non trasforma i servizi da analoghi in servizi identici.

Il richiamo a lavori in ambito aereoportuale è motivato unicamente dallo specifico settore in cui opera la stazione appaltante.

Del resto l’ANAC con il parere reso con DELIBERA N. 43 del 17 gennaio 2018 ha chiarito che, benché la stazione appaltante possa fissare, nell’ambito della propria discrezionalità, requisiti di partecipazione ad una gara di appalto e di qualificazione più rigorosi e restrittivi di quelli minimi stabiliti dalla legge, purché tali prescrizioni si rivelino rispettose dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, non limitino indebitamente l’accesso alla procedura di gara e siano giustificate da specifiche esigenze imposte dal peculiare oggetto dell’appalto, «Tuttavia, la ratio alla base delle specifiche previsioni del Codice e delle linee guida [Linee guida n. 1] preclude la possibilità di richiedere esclusivamente servizi identici a quelli oggetto dell’affidamento» (Comunicato del Presidente del 14 Dicembre 2016 recante alcune indicazioni interpretative sulle Linee guida n. 1 «Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria»).

L’art. 4 del disciplinare non richiede affatto servizi identici a quelli oggetto dell’appalto.

In merito alla differenza tra servizi identici e servizi analoghi recentemente il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, con sentenza n. 3267 del 31.5.2018 ha affermato:
«… In proposito, va confermato l’orientamento giurisprudenziale per il quale laddove la lex specialis “…chieda ai partecipanti di documentare il pregresso svolgimento di “servizi analoghi”, la stazione appaltante non è legittimata ad escludere i concorrenti che non abbiano svolto tutte le attività oggetto dell’appalto né ad assimilare impropriamente il concetto di “servizi analoghi” con quello di “servizi identici”, atteso che la ratio sottesa alla succitata clausola del bando è il contemperamento tra l’esigenza di selezionare un imprenditore qualificato ed il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche” e per il quale, altresì, “la locuzione “servizi analoghi” non s’identifica con “servizi identici”“; tuttavia va valorizzata la contestuale affermazione giurisprudenziale – che qui si ribadisce – secondo cui occorre “ricercare elementi di similitudine tra i servizi presi in considerazione, che possono scaturire solo dal confronto tra le prestazioni oggetto dell’appalto da affidare e le prestazioni oggetto dei servizi indicati dai concorrenti al fine di dimostrare il possesso della capacità economico-finanziaria richiesta dal bando” (così Cons. Stato, V, 6 aprile 2017, n. 1608; in termini anche Cons. Stato, V, 28 luglio 2015, n. 3717 e 25 giugno 2014, n. 3220); vale a dire che, pur rilevando l’identità del settore imprenditoriale o professionale, il confronto va fatto in concreto tenendo conto del contenuto intrinseco delle prestazioni (Cons. Stato, V, 12 maggio 2017, n. 2227), nonché della tipologia e dell’entità delle attività eventualmente coincidenti. …».

Nel caso di specie, l’avere delimitato l’ambito di riferimento dei servizi oggetto dell’appalto ai soli lavori aereoportuali (ossia ad uno specifico settore imprenditoriale/professionale) non trasforma i servizi analoghi in servizi identici.

Quanto alla partecipazione di RTI, l’aver previsto (risposta al quesito 23) che tutti i componenti del raggruppamento, ivi incluse le mandanti, debbano possedere i requisiti nel settore aeroportuale non pare contrario alla ratio dell’istituto del RTI.

2. Il massimale della polizza assicurativa in caso di RTI

Sostiene codesta Associazione che la risposta data al quesito n. 8 sia lesiva del principio di concorrenza.

Si riporta per comodità sia il quesito n. 8 che la relativa risposta:

Quesito:
In riferimento all’art. 4 del Disciplinare di Gara “Requisiti di ordine generale”, si chiede di confermare che gli importi richiesti, relativi ai requisiti di capacità economico-finanziaria, tecnico-organizzativa e l’ammontare della polizza assicurativa per i rischi professionali possano essere raggiunti cumulando gli importi dei componenti il raggruppamento da costituirsi che parteciperà alla gara.

Risposta:
Si conferma il cumulo che deve essere parametrato alle percentuali di partecipazione al raggruppamento da costituirsi.

Secondo codesta Associazione il cumulo comporterebbe un aumento dei massimali delle singole polizze assicurative dei componenti del raggruppamento con violazione dell’art. 3 comma 5 della legge n. 148 del 2011. In particolare, a detta dell’Associazione il requisito relativo al massimale deve fare riferimento al cumulo dei soggetti del raggruppamento inteso quale concorrente ed aggiudicatario della gara (così come previsto dal disciplinare di gara) e non ai singoli soggetti; pertanto il massimale non può essere inteso in percentuale pro-quota ad ogni singolo componente del RTI.

Ciò posto, l’art. 4 del disciplinare quanto alla polizza così dispone “I concorrenti dovranno possedere un livello adeguato di copertura assicurativa per rischi professionali, per un importo non inferiore al valore a base d’asta”.

L’art. 3 comma 5, lett. e) della legge n. 148 del 2011 prevede:
“a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti. In ogni caso, fatta salva la libertà contrattuale delle parti, le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al periodo precedente prevedono l’offerta di un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti generatori della responsabilità verificatisi nel periodo di operatività della copertura. La disposizione di cui al periodo precedente si applica, altresì, alle polizze assicurative in corso di validità alla data di entrata in vigore della presente disposizione. A tal fine, a richiesta del contraente e ferma la libertà contrattuale, le compagnie assicurative propongono la rinegoziazione del contratto al richiedente secondo le nuove condizioni di premio”.

Diversamente da quanto afferma codesta Associazione, la norma citata non vieta che il requisito relativo al massimale della polizza sia parametrato alla percentuale di partecipazione di ciascun componente il RTI.

Il disciplinare della SAC e la risposta al quesito n. 8 rispettano le indicazioni fornite dall’ANAC nel bando tipo n. 3. In particolare, in bando tipo n. 3 in merito al requisito relativo alla copertura assicurativa è stato formulato nei termini che segue:

Il requisito relativo alla copertura assicurativa contro i rischi professionali di cui al punto 7.2 lett. h) deve essere soddisfatto dal raggruppamento nel complesso, secondo una delle opzioni di seguito indicate:
a) somma dei massimali delle polizze dei singoli operatori del raggruppamento; in ogni caso, ciascun componente il raggruppamento deve possedere un massimale in misura proporzionalmente corrispondente all’importo dei servizi che esegue;

b) unica polizza della mandataria per il massimale indicato, con copertura estesa a tutti gli operatori del raggruppamento.

Con la risposta al quesito n. 8, la stazione appaltante ha aderito all’opzione di cui alla lettera a) del bando tipo n. 3: somma dei massimali, ma ciascun componente deve possedere un massimale in misura proporzionalmente corrispondente all’importo dei servizi che esegue e dunque alle quote di partecipazione al raggruppamento.

In ragione di quanto sopra esposto si conferma la legittimità delle clausole del disciplinare e delle risposte alle richieste di chiarimenti pervenute.

 

Ing. Luigi Bonfiglio
Responsabile Unico del Procedimento

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